PARROCCHIA DI BELGIRATE  CHIESA VECCHIA - STORIA

 

" La Chiesa Vecchia - Ecclesia Sanctae Mariae in Belgirate " 

di don Sandro Bottigella




CENNI STORICI
Era l'anno Mille. Sui sentieri che si incrociavano sullo sperone alto sul lago che portavano alle colline coltivate esisteva una Cappellina, rifugio sicuro per i pellegrini e viandanti e luogo di culto e d'incontro per quel piccolo mondo rurale. L'esistenza della Cappellina non è provata:  ma dagli elementi raccolti nel corso delle ricerche appare validamente dimostrata: l'ipotesi è anche suffragata dalla Bolla di Papa Innocenzo III dell'11 aprile 1199. Il documento pontificio si pronuncia su una contesa esistente fra l'abate di San Donato in Sesto Calende e l'arcivescovo di Milano, per antichi diritti su possedimenti fra cui Belgirate. Logico quindi parlare della presenza di un centro abitato o forse più verosimilmente di colonie agricole e pensare di conseguenza all'esistenza di una chiesetta campestre in un'epoca anteriore al 1100. Doveva trattarsi di una costruzione a capanna ad una sola navata... con l'abside orientata ad est, rivolta al sole nascente. Della chiesetta del MILLE durante gli scavi effettuati negli anni 1967 e 1968 sono stati recuperati la muratura dell'abside, il basamento di un presunto altare e resti della pavimentazione antica.


TORRE CAMPANARIA
Attorno al 1125 venne elevata la torre campanaria; costruttivi e stilistici la dicono contemporanea a quelle del San Sebastiano di Lesa e del San Remigio di Pallanza. Il campanile è a pianta quadrata: le aperture, tutte monofore, variano di larghezza dal piano più basso fino alla cella campanaria. La muratura è costituita da pezzi di serizzo disposti in modo irregolare e variamente squadrati: qua e là sono inseriti pezzi di cotto. Raggiunge i 18 metri di altezza. Indubbiamente una misura enorme in rapporto alla struttura esistente: sembra logico ritenere che l'antica chiesa, avesse dimensioni contenute, dovendo servire per le necessità di una popolazione ancora scarsa, rurale, rigidamente soggetta alle norme feudali, legata per quanto riguarda le principali funzioni ecclesiastiche, ad altra chiesa. Merita pertanto attenzione l'interpretazione di don Secondo Falciola. Così scrive.
".. Non mi sento di aderire all'ipotesi della costruzione del campanile accanto alla primitiva chiesa dalle dimensioni troppo ridotte per un campanile così alto. Suppongo piuttosto che la primitiva chiesa ( 600-700 d.C.) abbia avuto un prolungamento verso la collina (800-900 d.C.) accanto al quale è pensabile abbiano costruito nel 1100 il campanile le cui proporzioni sono più armoniche per una chiesa così allungata".

ECCLESIA 1365-1452 
Col passare della realtà feudale alla Signoria gli abitanti del luogo si fecero più numerosi ed ebbero coscienza di essere sudditi con un certo grado di autonomia: anche la chiesetta campestre divenne insufficiente. Se ne impose quindi la trasformazione. Per le caratteristiche del terreno l'asse della chiesa venne ruotato di circa novanta gradi, ossia con orientamento nord-sud: della vecchia cappella rimase solo l'abside, rispettata forse per la sincera pietà e la tradizionale devozione dei fedeli. La costruzione, ad una sola navata, presentava a sud una facciata più bassa dell'attuale, in linea con la torre campanaria. Nelle visite pastorali si fa menzione di un battistero vecchio, e pertanto è verosimile la congettura che la cappellina agreste sia diventata di fatto chiesa parrocchiale, cioè "ecclesia". fra gli anni 1365 e 1452.

AMPLIAMENTI secoli XV - XVI 
Nel XV secolo i primi ingrandimenti. Anzitutto vengono abbattute l'abside della Cappellina e la nicchia battesimale: al loro posto sono edificate due cappelle. Successivamente, dopo l'inizio del XVI secolo, venne completata la navata orientale, quella a lago, con la costruzione della della Cappella del Crocefisso. Infine fra gli anni 1582-1585 venne eretta la Sacrestia. Verso oriente nella Cappella del Crocefisso c'erano due finestre ed una porta. Questa porta ancora aperta nel 1582 e chiusa all'epoca della decorazione della parete è ora visibile dopo gli interventi di restauro sulla facciata a lago: all'interno, sulla parete dell'Assunzione, sotto le figure dei santi Gaudenzio e Teodoro, è stata invece recuperata la soglia in pietra.

LA CHIESA RINASCIMENTALE 1595 - 1650 
Nel decennio successivo al 1585 venne rifatta la Cappella Maggiore, completata la navata occidentale, affrescata parte della Chiesa, scavati i sepolcri in sostituzione del primitivo cimitero antistante la chiesa. Attorno al 1620 per ordine del vescovo di Novara, il venerabile Carlo Bascapè, venne eretto il Portico con l'immagine della titolare secondo il prescritto: rappresentava la scena della Purificazione della Vergine e la Presentazione di Gesù Bambino al Tempio fra le braccia del santo Vecchio Simeone. Purtroppo l'affresco è gravemente deteriorato: il colore sta perdendo consistenza e le tonalità sono attutite e opache, al punto che sull'intonaco si vedono oramai le incisioni del disegno. Due grandi figure, un santo eremita e san Cristoforo, decoravano le facciata: purtroppo quella del santo eremita è stata quasi totalmente distrutta dalla costruzione del Portico, mentre la grande figura di san Cristoforo che sorregge sulle spalle il Bambino Gesù, oramai corrosa dal tempo, è oggi praticamente illeggibile.

TOMBE E SEPOLCRI 
Secondo l'usanza medioevale dinanzi alla Chiesa si estendeva il Cimitero. Del vecchio cimitero non è rimasto nulla, salvo una stele di pietra con Croce. Sappiamo pure che dalla fine del millecinquecento non si seppellì più nessuno, e nei resoconti delle Visite Pastorali a partire dal 9 luglio 1585, si comincia a parlare di sepolcri comuni all'interno della Chiesa. Forse le sepolture sono due: diventano tre nel 1595: nel 1716 sono quattro. I sepolcri vennero trovati durante le prime ricerche archeologiche degli ani 1967 e 1968: "... furono rinvenute tre tombe. La prima nella navata centrale, le altre nelle semi navata nord orientale in piena terra. Tutte erano celate sotto il pavimento cinquecentesco, senza pietà tombale ne altro elemento atto ad una qualsiasi identificazione. Forse di sacerdoti o notabili, quasi sicuramente precedenti la posa del pavimento e quindi antiche di almeno cinquecento anni, non è possibile tentare in alcun modo una attendibile classificazione".