PARROCCHIA DI BELGIRATE  CHIESA VECCHIA - AFFRESCHI

 

LE PITTURE

"Chi si sofferma a guardare gli affreschi dell'antica chiesa, resi venerandi dalla patina del tempo, sente vibrare nell'anima una particolare commozione. Quelle figure raccolte, quelle ingenue espressioni, soffuse da una delicata ispirazione, ci toccano il cuore perché frutto di una profonda Fede di popolo  e di Artisti.
Purtroppo non ne conosciamo i nomi.. Tutt'al più possiamo dire, con sufficiente certezza, che essi furono figli delle nostre terre e che la loro arte è sicura devozione lombarda... che si esprimeva come in una tavolozza dai toni smorzati, in una gamma non molto varia di colori, sostenuti da un disegno sobrio, elegante, dignitoso, ben degno della tematica religiosa alla quale serviva. L'arte della Chiesa si esprime, in genere, con una ingenua compostezza di linee, con una creatività spontanea, immediata, sincera, frutto di una ispirazione che veniva alimentata da una linfa indigena limpida e fresca come l'acqua trasparente dei nostri ruscelli montani."

"In questi affreschi si notano una compostezza ed una semplicità proprie di un pittore quattrocentesco ancora legato a canoni gotici: linee sobrie, panneggi semplici, colori tenui."

L’ampio riquadro affrescato sulla destra raffigura tre santi, che sono riconoscibili grazie agli oggetti  che esibiscono. 
S. Lucio: 
sulla sinistra, lo vediamo  in abito da pellegrino e il bastone col manico a “tau”,  mentre taglia col coltello una forma di formaggio. Era conosciuto anche come s. Uguccione ed era il patrono dei pastori e degli allevatori.
S. Lucia: 
al centro, figura una giovane donna con un’ampia sopravveste lunga fino ai piedi. Il capo è velato ma fuoriescono due lunghe onde di capelli fluttuanti sulle spalle. Nella mano destra ha la palma del martirio e con la sinistra sorregge un bacile con due occhi infilati in uno stiletto. Esplicito i riferimento a , invocata contro le malattie degli occhi e della vista.

Santa Apollonia:

educata fin dalla giovinezza nella religione cristiana, subì il martirio per la fede durante la persecuzione di Decio: le furono rotti tutti i denti e fu condannata ad essere bruciata viva: E' invocata come protettrice contro il mal di denti.

Vescovo: 
nessuna indicazione per il Santo Vescovo: è comprensibile supporre possa trattarsi di un santo protettore, ma niente più.
Troppo vaghi, comunissimi, quasi banali gli attributi del santo: insegne vescovili, libro, mano benedicente. Anche se potrebbe trattarsi di San Biagio, il santo invocato contro i mali di gola... In qualche modo logica la sua presenza con i Santi Protettori della vista e dei denti: e anche perché la sua festa liturgica viene celebrata il giorno dopo la Purificazione di Maria Vergine 

Santo Rocco: 
sul pilastro interno a sinistra di fronte a Santa Apollonia un dipinto molto rovinato:  figura e colori sono sabbiati, granulosi, confusi. La lettura è molto difficile: tuttavia si scorgono due particolari significativi.
Il primo dato da una linea ombreggiata attraverso la figura salendo obliqua dalla gamba sinistra oltre la spalla destra. Nell'alto sembra pendere un oggetto a forma di fagotto a di pera: potrebbe trattarsi del bastone dei pellegrini. 
Il secondo nella zona destra all'altezza del torace una chiazza graffiata nel colore, richiama la forma di una conchiglia.
Richiami inequivocabili di San Rocco.

S. Bartolomeo: 
il terzo personaggio, è un uomo anziano con barba e capelli bianchi. Indossa un’ampia veste che lascia scoperti i piedi nudi. Con la sinistra regge un libro e nella destra tiene un coltello insanguinato. Il riferimento è all’apostolo  e al suo atroce martirio, in quanto fu scuoiato vivo. La presenza di questo santo è dovuta verosimilmente al fatto ch’era il patrono di Calogna, paese che dipendeva spiritualmente da Belgirate.
L’affresco, restaurato da un noto artista belgiratese, il prof. Guido Fiume, nel 1984, è databile alla prima metà del Cinquecento.

Cappella della Crocifissione

E' la più bella di tutta la Chiesa per i suoi affreschi cinquecenteschi eseguiti da un anonimo artista. Conosciamo, anzi, l'anno preciso perché sulla decorazione di una finestra laterale si legge la data: 1586.
Il ciclo degli affreschi svolge il tema della Redenzione. Notiamo subito che le scene, distribuite sui muri mediante una sapiente divisione degli spazi, hanno il pregio di una efficace ed abile descrizione pittorica.

1) Il teschio dipinto ai piedi della Croce, raffigura simbolicamente il peccato di Adamo. Secondo la leggenda infatti, Adamo serebbe stato sepolto sul Golgota nel medesimo luogo dove è stata innalzata la Croce Redentrice di Gesù. L'uomo attende la Redenzione.
2) I Profeti annunciano il Messia Salvatore. Nascerà dalla discendenza di Davide: "sarà come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori."
3) Si compie la Promessa: il Figlio di Dio, il Messia atteso, si incarna nel seno della Vergine Maria per opera dello Spirito Santo
4) La Salvezza esige un sacrificio, una vittima innocente: Gesù muore in Croce. Cristo è morto per noi, e per la sua morte l'uomo è stato liberato dalla morte e dal peccato: come leggiamo nella lettera ai Romani di San Paolo.
"Come per colpa di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per giustizia di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione che da la vita... Dove è abbondato il peccato ha sovrabbondato la grazia."
5) Gesù lascia il memoriale di sé: il Pane spezzato è il Pane della Vita. Sul velo della Veronica le prime tre parole del nome greco di Gesù: JHS. E' facile il richiamo al Pane Eucaristico.
6) Il Padre accoglie il sacrificio del Figlio: l'uomo passa dalla morte alla vita. Maria Santissima è la prima dell'umanità rinnovata: dal sepolcro spalancato sale trionfante alla casa del Padre.
7) Tutti gli uomini sono chiamati a seguire Gesù. La strada è la Croce. Il cammino è arduo e richiede scelte, decisioni, sacrifici: ma è possibile grazie anche alla testimonianza e alla protezione dei santi.

San Sebastiano

Fu un cristiano dalla fede vivissima. Nacque a Narbona e fu molto caro agli imperatori Diocleziano e Massimiano che lo nominarono tribuno della prima coorte e vollero che fosse sempre al loro fianco. Non serviva alle armi che per incoraggiare i cristiani che vedeva vacillare sotto i tormenti.
Denunciato all'Imperatore, pagò con la vita la sua sollecitudine per i fratelli nella fede.
"Allora Diocleziano ordinò che fosse portato in mezzo ad un campo e trapassato da frecce... e gli furon tirate tante frecce da farlo somigliare ad un istrice."

In alto, ai lati della pala dell'altare, è dipinta la scena dell'Annunciazione dell'Angelo a Maria Vergine. Una scena in cui la vivacità dell'Angelo e la posa della Vergine nell'atto di volgersi per ascoltare la "Parola" di Dio, hanno sviluppi che preludiano l'imminente barocco nell'ampiezza dei gesti, nella maestosità delle forme, nell'ampollosità del panneggio.

Antenati di Cristo, Profeti e Sibille

Sull'arcata interna sono dipinti personaggi che testimoniano la continuità dell'attesa della Redenzione da parte dell'umanità: antenati di Cristo, Profeti e Sibille.
Rappresentano quella parte dell'umanità che crede nel Messia futuro e trasmette la speranza della sua venuta.
Gli antenati di Cristo e i Profeti appartengono al popolo eletto e annunciano la venuta del Messia: le Sibille vengono dal mondo pagano e si rivolgono al mondo pagano. Ma par di cogliere un desiderio comune: l'attesa di un Salvatore non è esclusiva di un popolo, ma coinvolge l'umanità intera.
Questa presenza di Profeti e Sibille non è nuova... celebre la volta della Cappella Sistina, inaugurata il 2 novembre 1512, dove Michelangelo, attorno alla storia della Genesi ha collocato Profeti, Sibille e storie degli Antenati di Cristo.

San Rocco

Uno dei santi più illustri del secolo XIV, nato forse nel 1295 a Montpellier.
Ventenne, dopo aver distribuito i suoi beni ai poveri, parte pellegrino per Roma: lungo il viaggio assiste gli ammalati di peste e opera guarigioni miracolose.
"A Piacenza viene colpito dal male e si ritira sulle rive del Po per morirvi in solitudine e preghiera.
Ma ogni giorno un cane, inviato dal nobile Gottardo, gli avrebbe recato un pane e leccato fino a guarigione il bubbone alla gamba. Ripresa la via verso la Francia per ritornare a Montpellier viene arrestato come spia presso Angera sul Lago Maggiore."
Morì ancor giovane dopo cinque anni di carcere, pare il 16 agosto 1327.

San Defendente

E' uno dei compagni martiri di san Maurizio, capo della Legione Tebea, fatti uccidere dall'Imperatore Massimiano.
Tutti i soldati della Legione erano originari di Tebe, città dell'Oriente sui confini dell'Arabia, dove Giacomo, il fratello del Signore, aveva predicato il vangelo, erano tutti cristiani, pieni di tanta fede e di tanta pietà... In viaggio per le Gallie, giunti nel Vallese presso Agauno, Maurizio e i suoi legionari si rifiutarono di unirsi ai sacrifici ordinati dall'Imperatore.
Massimiano ordinò che la Legione fosse prima decimata: poi la fece circondare dalle sue milizie e comandò di uccidere tutti quelli che persistevano a confessare il nome di Gesù.

Santa Cristina

Nacque sulle rive del lago di Bolsena dove il padre Urbano era governatore. Quest'uomo era un mortale nemico dei cristiani.
Dalle risposte dei martiri Cristina apprese le prime verità di fede. Istruita poi profondamente da alcune pie donne divenne un'ardente cristiana.
Fatta picchiare con verghe e poi condannata al fuoco e alla ruota contemporaneamente e ad altri tormenti, non ne riportò acun danno.
Venne condannata ad essere trafitta dalle frecce.
Essa morì nell'anno 287 del Signore e il suo corpo fu sepolto in un paese chiamato Bolsena, non lontano da Viterbo.

Santa Caterina d'Alessandria

Nata in una famiglia reale, conosciuta la religione cristiana e compresa dell'Amore che il Signore nutriva per lei, si fece battezzare dedicandosi totalmente alla beneficenza ed alla istruzione dei pagani. Inutili le minacce perché abbandonasse la fede cristiana. L'Imperatore Massimiano ordinò allora che fosse legata ad una ruota e poi con u uncino le fossero strappate le carni: ma miracolosamente lo strumento del martirio si spezzo.
Condotta allora fuori città le venne reciso il capo. Il suo corpo fu trasportato dagli Angeli sul monte Sinai e qui seppellito. Sulla sua tomba è stato costruito un grande monastero.

San Francesco

Nacque ad Assisi nel 1182. Dopo una gioventù spensierata, convertitosi a Cristo, rinunziò a tutti i suoi beni paterni per aderire fermamente a Dio.
Vivendo nella povertà e nella gioia, in un mondo lacerato dalle guerre, apparve come un nitido specchio del Vangelo.
Morì ad Assisi il 4 ottobre 1226, lasciando in eredità il suo amore per il Cristo, per la Croce e per la Chiesa.

San Gaudenzio

E' certo che Novara divenne sede vescovile alla fine del secolo IV per iniziativa della Chiesa di Milano.
San Gaudenzio è venerato come primo vescovo e padre nella fede della Chiesa novarese.

San Teodoro

Vescovo di Sion del IX secolo, è rappresentato con il pastorale e la spada sguainata, simbolo del potere temporale, avendo ricevuto da Carlo Magno la giurisdizione sull'alta valle del Rodano.
Per miracolo dell'uva che leggiamo nella "Bibliotheca Sanctorum", Teodoro è stato invocato protettore dei vignaioli e dei vigneti.
"Poiché le vigne nel Vallese avevano una volta sofferto gravemente per il gelo, alla vigilia della vendemmia, egli esortò i vignaioli a preparare le botti come per un raccolto abbondante.
Quindi fece ammucchiare tutta l'uva ancora buona in uno stesso posto, la benedisse e fece pigiare i grappoli in tutte le botti, che ben presto furon piene di vino sino a traboccare."
Sappiamo che la terra di Belgirate ha conosciuto periodi difficili per la crittogama che aveva colpito le viti; quindi facilmente spiegabile la presenza di Teodoro tra i santi protettori della Comunità.