VITTORIO GRASSI - UNO STRANO CAMPANILE

venerdì 27 novembre 2020 11:54

Belgirate. Uno strano campanile

Nella sacrestia della parrocchiale di Belgirate si conserva un grande quadro con una veduta di Belgirate dal lago. Lo sovrasta un lungo cartiglio dove è scritto: «Del1683 si è perfezionata la presente cappella da un pio benefattore in adempimento d’un voto fatto da questa comunità di Belgirate che per intercessione dei SS. Giuseppe et Anna fu liberata dal contagio l’anno 1631»

Il riferimento è alla tristemente famosa pestilenza che anche a Belgirate causò la morte di molte persone, e la cui fine fu attribuita all’intercessione dei due santi, ai quali fu dedicata una delle due cappelle laterali dell’allora oratorio di S. Carlo. Il quadro fu quindi realizzato verso il 1631, ma poté essere collocato nella cappella solo nel 1683, quando il pio benefattore la dotò di un altare, presso il quale fu eretta una confraternita di S. Giuseppe, patrono degli agonizzanti, e detta anche della “Bona morte”.

È stata unanimemente riconosciuta, nel quadro d’ignoto autore, la calligrafica resa dell’abitato, al punto che vi si possono riconoscere edifici tuttora esistenti. Ma c’è un particolare che è probabilmente sfuggito a molti osservatori. L’oratorio di S. Carlo, di proporzioni ridotte rispetto all’attuale parrocchiale, presenta un alto e snello campanile; ma corrisponde al vero?

La risposta viene dalla documentazione coeva e in particolare dagli Atti di visita pastorale. Sappiamo che l’oratorio fu iniziato verso il 1611, ma la sua costruzione fu assai lunga e complessa. Per molti anni fu agibile solo il coro o presbiterio, con un altare dove si celebravano diverse messe, il resto era ancora da terminare, al punto che nel 1660 il vescovo  sollecitava la popolazione a concludere finalmente i lavori. Sopra la sacrestia, su una sorta di torretta di due colonne c’era una campana non benedetta che veniva suonata tramite una fune: «campanula una non benedicta in summitati fornicis in pilis duabus»; e ancora nel 1714: «Sopra della sacrestia vi è una pillonata in forma di campanile con una campana di rubbi 10 circa (80 kg)».

Nel 1761 c’è finalmente il progetto di costruire il campanile: «Fuori di detto oratorio vi è il suo sacrato qual resta protetto tutto all’intorno da muri; acanto di detto sacrato vi sono quattro collonette di sasso quali devono servire per il campanile di detto oratorio».

Il nuovo campanile risulta ultimato nel 1794, rifondendo due campane dell’ex parrocchiale, e sarà motivo di una lunga lite con Calogna, membro della parrocchia, a motivo del riparto delle spese.

In questo periodo avviene infatti il progressivo trasferimento del titolo parrocchiale dalla “chiesa vecchia” all’oratorio, conclusosi nel 1795, e così il tempio verrà ampliato nelle dimensioni attuali.