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L’ampio riquadro affrescato sulla destra raffigura tre santi, che sono riconoscibili grazie agli oggetti  che esibiscono.
S. Lucio: sulla sinistra, lo vediamo  in abito da pellegrino e il bastone col manico a “tau”,  mentre taglia col coltello una forma di formaggio. Era conosciuto anche come s. Uguccione ed era il patrono dei pastori e degli allevatori.

S. Lucia: al centro, figura una giovane donna con un’ampia sopravveste lunga fino ai piedi. Il capo è velato ma fuoriescono due lunghe onde di capelli fluttuanti sulle spalle. Nella mano destra ha la palma del martirio e con la sinistra sorregge un bacile con due occhi infilati in uno stiletto. Esplicito i riferimento a , invocata contro le malattie degli occhi e della vista.

Bartolomeo: il terzo personaggio, è un uomo anziano con barba e capelli bianchi. Indossa un’ampia veste che lascia scoperti i piedi nudi. Con la sinistra regge un libro e nella destra tiene un coltello insanguinato. Il riferimento è all’apostolo  e al suo atroce martirio, in quanto fu scuoiato vivo. La presenza di questo santo è dovuta verosimilmente al fatto ch’era il patrono di Calogna, paese che dipendeva spiritualmente da Belgirate.

L’affresco, restaurato da un noto artista belgiratese, il prof. Guido Fiume, nel 1984, è databile alla prima metà del Cinquecento.